IL BONUS FISCALE PER GLI INVESTIMENTI SINO AL 30 GIUGNO 2015 AGEVOLA LE START UP.

Il c.d. “bonus investimenti” è un credito d’imposta riservato ai titolari di redditi d’impresa che effettuano, dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015, investimenti in nuovi beni strumentali destinati a strutture produttive site in Italia.

 

Possono beneficiare dell’agevolazione coloro che esercitano attività commerciale, anche parzialmente: non rileva né la forma giuridica, né il settore produttivo di appartenenza, né l’adesione a regimi contabili particolari o fiscali di vantaggio, né l’essere una società italiana:  è il bene acquistato che dovrà essere impiegato in una struttura produttiva italiana, a nulla rilevando la sede della società acquirente.

L’agevolazione spetta per l’acquisto di beni da terzi, realizzata anche tramite un contratto di appalto o una costruzione in economia, oppure mediante un’operazione di locazione finanziaria: ciò che rileva è che l’ investimento (o meglio: ciascun progetto di investimento per cui si voglia usufruire del vantaggio fiscale) abbia un importo unitario almeno pari ad euro 10.000, compresi gli oneri accessori di diretta imputazione (progettazione, trasporto, montaggio, dazi doganali, onorari per perizie e collaudi, ecc..), esclusi gli interessi passivi non capitalizzati e il tutto comunque al netto di eventuali contributi in conto impianti.

Inoltre, affinché sia riconosciuto come agevolabile, l’investimento deve avere ad oggetto un bene (o un insieme di beni) che:

  • sia incluso nella divisione 28 della tabella Ateco 2007: il principio è che non si deve far riferimento al codice attività dell’impresa che cede il bene, ma a “che cosa”, concretamente, si sta andando ad acquistare. Seguendo questo ragionamento, possono rientrare nell’investimento beni di categorie diverse dalla divisione 28, purchè siano, di fatto, dotazioni dell’investimento principale o componenti indispensabili al funzionamento dei suddetti cespiti; viceversa, possono essere esclusi dei beni che, pur rientrando nella categoria indicata, non hanno le caratteristiche di un investimento durevole, in quanto materiale trasformabile o soggetto a deterioramento
  • sia nuovo, anche se non messo in funzione, quindi anche se usato a scopo dimostrativo nelle fiere o negli show room;
  • costituisca per il soggetto beneficiario del credito un cespite strumentale, cioè deve durevolmente costituire uno strumento di produzione all’interno del processo aziendale

A fronte di un investimento che abbia le caratteristiche sopraindicate, si riconosce al beneficiario un credito, da far valere esclusivamente in compensazione e in 3 anni a quote costanti, pari al 15% della differenza tra l’importo dell’investimento effettuato nel periodo agevolato e la media aritmetica degli investimenti (in beni strumentali compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007, cioè rispettando gli stessi criteri per l’anno agevoalto) realizzati nei 5 precedenti periodi d’imposta.

Per pure ragioni matematiche, se tali tipologie di investimenti rientrano nella normalità dell’ attività aziendale, il vantaggio economico è marginale tanto più l’investimento è in linea con gli anni precedenti; se invece si tratta di eventi occasionali o se siete un’impresa costituita da 2-5 anni la situazione va analizzata caso per caso, dal momento che nel computo del quinquennio vanno espressamente considerati anche gli anni che non sono stati interessati da investimenti e sussiste la facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo d’imposta in cui l’investimento è stato maggiore.  

E’ invece chiaro il vantaggio per le start up, soprattutto se costituite dopo il 25 giugno 2014 ed entro il 30 giugno 2015 in quanto determinano il 15% di credito d’imposta direttamente sulla base del valore complessivo degli investimenti  realizzati in ciascun periodo d’im­posta, mancando il dato “storico” su cui calcolare l’eccedenza, infatti: nel primo periodo d’imposta agevolato (2014) non presentano investimenti degli esercizi precedenti da porre a confronto, mentre nel secondo periodo d’imposta (2015) hanno la possibilità di escludere il 2014 quale esercizio passato con valore più alto. E infatti, al fine di evitare operazioni volte esclusivamente a conseguire vantaggi fiscali indebiti, è stato espressamente ricordato il potere di sindacato antielusivo dell’Amministrazione Finanziaria nei confronti di tali imprese.

La prima quota di 1/3 del bonus investimenti è utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del secondo anno successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento. Ad esempio, per gli investimenti effettuati dal 25 giugno 2014 al 31 dicembre 2014, la prima quota potrà essere utilizzata dal 1° gennaio 2016. Nel caso in cui, la quota annuale del credito d’imposta – o una parte della stessa – non possa essere compensata, per motivi di incapienza, nell’esercizio in cui diviene disponibile, la medesima potrà essere utilizzata nel successivo periodo d’imposta sommandosi alla quota fruibile a partire da tale esercizio.

Milano, 10 marzo 2015

Laura Chiara Gandolfi

 

 

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